Dal giardino della villa, a Marritza, lo sguardo si allunga sul golfo dell'Asinara, il grande arco di mare aperto verso nord che prende il nome dall'isola posta alla sua estremità occidentale. Nel tratto tra Porto Torres e Castelsardo la costa cambia volto più volte: scogli chiari e piccole spiagge vicino alla città, poi un lungo arenile alle spalle del quale si alternano dune, ginepri, pinete e uno stagno. È un paesaggio da conoscere con calma, anche fuori dalle ore di spiaggia.
Balai e le chiese dei martiri turritani
Partiamo da Porto Torres, a circa 22 km dalla villa. Poco fuori dal centro c'è Balai, la spiaggia cittadina: sabbia dorata, scogli bianchi e un parco che guarda il golfo. Proprio accanto alla spiaggia sorge la piccola chiesa di Balai Vicino, detta anche di San Gavino a mare, incastonata nella roccia. Qui, secondo la tradizione, furono nascosti i corpi dei santi Gavino, Proto e Gianuario, i martiri turritani uccisi intorno al 303 e patroni della città; nell'ipogeo accessibile dalla chiesa si vedono ancora i loculi legati a questo racconto.
A circa due chilometri si trova Balai Lontano, un'altra chiesetta sulla scogliera, nel punto in cui secondo la tradizione i tre santi subirono il martirio. Le due chiese sono ancora oggi mete di devozione, e il lungomare che le collega è una bella passeggiata, soprattutto nelle ore più fresche.
La torre di Abbacurrente
Proseguendo lungo la costa, a circa quattro chilometri da Porto Torres, una torre di pietra sorveglia ancora il mare dall'estremità della lunga spiaggia di Platamona: è la torre di Abbacurrente. Fu costruita tra il 1572 e il 1577 e faceva parte del sistema di difesa, avvistamento e comunicazione che per secoli punteggiò le coste sarde. Ha la forma di un tronco di cono ed è alta circa 12 metri e mezzo; ospitava una piccola guarnigione di due o tre soldati, perché più che una fortezza era un posto di vedetta, collegato a vista con le altre torri della costa. Dopo anni di degrado causato dalle mareggiate e dal tempo, è stata restaurata nel 2009 ed è tutelata come bene culturale.
Platamona: la spiaggia, le dune e la pineta
Da Abbacurrente comincia il lungo arenile che, con il nome di Platamona e poi di Marina di Sorso, accompagna la costa per chilometri. La spiaggia è ampia e sabbiosa, esposta al mare aperto del golfo. Alle sue spalle un sistema di dune largo circa 600 metri separa il mare dallo stagno ed è coperto da una vegetazione fitta, dominata da ginepri, lentischi e alaterni. Più all'interno si incontrano la pineta, piantata nei decenni scorsi, e i canneti che annunciano l'acqua dello stagno.
Le dune sono la parte più fragile di questo paesaggio: trattengono la sabbia, fanno da barriera al vento e ospitano piante adattate alla salsedine. Per questo in Sardegna è vietato calpestarle e accedervi con i veicoli. Per raggiungere il mare usate sempre i passaggi e le passerelle segnalati.
Lo stagno di Platamona, un'oasi per gli uccelli
Dietro le dune, parallelo alla costa, si allunga lo stagno di Platamona: circa tre chilometri di lunghezza, una larghezza massima di circa 250 metri e una profondità media di circa un metro, per una superficie di 95 ettari. Lo stagno e il ginepreto circostante formano la Zona Speciale di Conservazione «Stagno e ginepreto di Platamona», un'area della rete europea Natura 2000 che ricade in gran parte nel comune di Sorso, con piccole porzioni nei territori di Sassari e Porto Torres.
È un ambiente prezioso per gli uccelli, che qui nidificano o sostano durante le migrazioni: folaghe, germani reali e soprattutto il pollo sultano, una specie rara che nello stagno ha una delle popolazioni più importanti d'Europa. Un percorso pedonale con passerelle in legno e punti di osservazione permette di avvicinarsi al canneto senza disturbare. Nella zona opera anche un centro di educazione ambientale: per sapere se il percorso è fruibile e quali attività sono in programma, fate riferimento ai canali ufficiali del Comune di Sorso.
Verso Castelsardo
Superata Marina di Sorso, la costa prosegue verso l'Anglona, dove il paesaggio si fa più mosso e il borgo di Castelsardo, raccolto sul suo promontorio, chiude idealmente questo tratto di golfo. Dalla villa lo raggiungete in circa 20 minuti lungo la SS200: vale la pena salire fino alla parte alta del borgo per abbracciare con lo sguardo tutta la costa percorsa.
La villa si trova proprio nel mezzo di questo paesaggio: Marina di Sorso è a circa 5 km, Platamona a circa 11 km, Porto Torres e Balai a circa 22 km. Dopo una mattina tra dune e passerelle, il giardino di 2500 mq e il patio con le sdraio sono il posto giusto per ritrovare la stessa costa dall'alto, con la vista panoramica sul golfo.
La costa del golfo, vista dall'alto
Dal giardino della villa di Marritza lo sguardo corre sul golfo dell'Asinara: Marina di Sorso è a circa 5 km, Platamona a circa 11.