Dalla villa, Sassari è a circa 18 chilometri, più o meno 25 minuti di strada. È la distanza giusta per una mattinata in città quando il vento gira, quando il sole picchia troppo per la spiaggia o semplicemente quando avete voglia di cambiare scenario. Non serve un programma fitto: quattro tappe ben scelte, un po' di passeggio e lo sguardo attento bastano per portarsi a casa l'anima del capoluogo del nord-ovest.
Vi proponiamo un itinerario a piedi che parte dalla piazza più grande e attraversa il cuore antico, fino a una fontana che i sassaresi considerano il loro simbolo. Scarpe comode, una bottiglia d'acqua e la curiosità di alzare gli occhi sui palazzi: il resto viene da sé.
Piazza d'Italia, il salotto della città
Si comincia da Piazza d'Italia, la piazza più importante di Sassari. È un grande quadrato di circa cento metri per lato, nato nella seconda metà dell'Ottocento ai margini del centro storico medievale, lungo l'antico asse che collegava Porto Torres a Cagliari e che oggi corrisponde a via Roma. Lo spazio è chiuso scenograficamente dalla facciata del Palazzo della Provincia, costruito negli anni Settanta dell'Ottocento: un edificio elegante e solenne, che dà alla piazza un'aria quasi da capitale.
Al centro svetta il monumento a Vittorio Emanuele II, opera dello scultore piemontese Giuseppe Maria Sartorio, inaugurato nel 1899. Attorno, palme, lampioni e portici invitano a rallentare. Con i bambini è il punto ideale per partire: c'è spazio per muoversi e la piazza si capisce subito, senza bisogno di spiegazioni.
Se vi appassiona la storia antica dell'isola, poco lontano, in via Roma, si trova il Museo Nazionale Archeologico ed Etnografico G. A. Sanna, nato dalle collezioni di Giovanni Antonio Sanna poi donate allo Stato. Controllate in anticipo aperture e modalità di visita sui canali ufficiali del museo.
Corso Vittorio Emanuele, la strada del medioevo
Da piazza Azuni prende avvio corso Vittorio Emanuele II, per secoli la via principale della città medievale. Nei documenti antichi compare con il nome di Platha de Codinas: tagliava Sassari in due e, a metà del percorso, ospitava la piazza pubblica con il palazzo civico. Oggi il corso arriva fino a piazza Sant'Antonio ed è il modo migliore per sentire la stratificazione della città, tra facciate storiche, portali, balconi e vicoli che si aprono ai lati.
Percorretelo senza fretta, fermandovi a guardare i dettagli architettonici sopra le vetrine e a sbirciare nelle traverse. È una passeggiata che racconta la Sassari di un tempo meglio di qualsiasi guida.
Il Duomo di San Nicola
Addentrandovi nei vicoli verso piazza del Duomo arrivate alla cattedrale dedicata a San Nicola. È un edificio che racconta secoli di storia in un solo colpo d'occhio: il campanile conserva la parte romanica della chiesa originaria, il corpo principale è frutto di una ricostruzione in stile gotico-catalano tra Quattrocento e primo Cinquecento, mentre la facciata è un trionfo barocco.
Proprio la facciata, alta più di trenta metri, è il motivo per cui vale la pena arrivare fin qui. È divisa in tre ordini: in basso un portico a tre arcate, al centro tre nicchie riccamente decorate con le statue dei martiri turritani Gavino, Proto e Gianuario, in alto la statua di San Nicola. All'interno, sull'altare maggiore, si trova la Madonna del Bosco, un dipinto trecentesco di scuola senese. Ricordate che è un luogo di culto: entrate con un abbigliamento adeguato e rispettate le celebrazioni in corso.
La Fontana di Rosello, il simbolo di Sassari
L'ultima tappa è la più scenografica. Scendendo nella valle di Rosello, ai piedi del ponte omonimo, compare la Fontana di Rosello, uno dei monumenti più rappresentativi della città. Le prime notizie risalgono al Duecento, ma l'aspetto attuale si deve al rifacimento del 1605 in stile tardo-rinascimentale, realizzato da maestranze genovesi in marmo e pietra.
Guardatela con calma, girandoci intorno: agli angoli ci sono quattro statue che rappresentano le stagioni, dall'inverno raffigurato come un vecchio addormentato alla primavera come una fanciulla con i fiori. In cima, due archi incrociati sorreggono la statua equestre di San Gavino, e le torrette merlate richiamano la città. L'acqua sgorga da bocche scolpite, tra cui diverse teste di leone. Ai bambini piace riconoscere le stagioni e contare le bocche d'acqua: un piccolo gioco che trasforma la visita in una caccia al dettaglio.
Il ritorno alla villa
A metà giornata sarete di nuovo in auto verso Sorso, con circa 25 minuti di strada davanti. Il pomeriggio può scorrere lento: una doccia, il pranzo preparato in cucina, un po' di riposo nelle camere climatizzate e poi il patio, con le sdraio e la vista sul golfo dell'Asinara che si accende verso sera. Mezza giornata di città e mezza di calma: è il ritmo che, in questa parte di Sardegna, funziona meglio.
Una mattina in città, un pomeriggio in giardino
Sassari è a circa 25 minuti dalla villa: visitatela al mattino e tornate a rilassarvi nel patio con vista sul golfo dell'Asinara.